Caorle si affaccia
con i suoi 18 chilometri di sabbia dorata
sul mare
Adriatico,tra Venezia e Trieste e comprende una serie di frazioni
nell'entroterra
La storia di Caorle le cui radici affondano nel 1 secolo d.c.
(il
nome deriva da
Caprularum
e Capglia
alle corna di una capra.) come testimoniano numerosi ritrovamenti di epoca
Romana, come l'ara Licovia", altare sacrificale custodito ora nel Duomo
e i molti
ritrovamenti
archeologici in mare. In seguito alle invasioni barbariche degli unni, che
spinsero molti concordiesi dall'entroterra alla costa; Caorle diventa importante
e , attorno al VI secolo divenne sede vescovile. La costruzione dell'odierna
cattedrale, tuttavia, risale all'XI secolo, su una pre-esistente basilica
paleocristiana, i cui resti sono conservati tutt'ora all'interno del duomo, nel
museo annesso e nei giardini della canonica.
Nei successivi secoli le sorti di Caorle furono legate a quelli della
Repubblica Serenissima; il territorio cittadino era parte del Dogado, Memorabile
fu l'episodio, nel X secolo, del ratto di alcune donzelle veneziane, liberate proprio sulla spiaggia
della
cittadina: . Nei secoli XIII e XVI, a causa delle frequenti invasioni del
territorio da parte dei triestini e di pirati, molte famiglie furono costrette a
trasferirsi a Venezia; fu così che Caorle cominciò la parabola discendente che
l'accompagnò fino
a
ll'epoca napoleonica, perdendo d'importanza rispetto alle altre città del dogado veneziano. Isolamento che si fece ancor più grave quando, nel 1379
i genovesi approdarono sull'isola caprulana e, mentre tentavano di conquistare i
territori della Serenissima, devastarono l'intera città, costringendo anche i
vescovi a lasciare la sede episcopale vacante .Per molti anni la pesca fu la
principale fonte di sostegno, fino agli anni sessanta in cui Caorle scopri la
sua vocazione turistica
valorizzando al massimo il Suo litorale Sabbioso. ![]()